Nato in Piemonte, a Vercelli, nel 1978, Giorgio Biscaro si è laureato in Disegno Industriale presso lo IUAV di Venezia nel 2001. La sua passione per la ricerca e l’analisi hanno fatto maturare in sé l’idea di un design guidato da razionalità e ispirazioni interdisciplinari, dove semiotica e conoscenza dei materiali potessero arrivare da sole a spiegare un intero prodotto. Nel suo palmarès sono molti i nomi delle aziende che si sono affidate al suo intuito ed al talento che lo contraddistingue tra cui Foscarini che lo ha insignito del ruolo di Senior Design nel reparto R&S, Bosa Ceramiche, Slide Design, CB2, Fontana Arte di cui è Art Director dal 2012.
I suoi lavori sono apparsi spesso in riviste, libri, pubblicazioni digitali e spettacoli televisivi. Ha rappresentato il design italiano alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e di lì a poco Silvana Annicchiarico e Andrea Branzi selezioneranno tre suoi prodotti per rappresentare il nuovo paradigma tricolore in “New Italian Design” alla Triennale di Milano, una mostra itinerante che si sposta lungo l’Italia attraversando l’intero Continente per sconfinare sino in Cina e Taiwan.
Nel 2011, la rivista Case da Abitare lo ha selezionato come uno dei 20 più talentuosi giovani designer italiani , mentre da Interni Magazine, Giulio Iacchetti lo ha indicato come uno dei suoi possibili successori artistici.
La sua ascesa ed il suo successo sono da ricercarsi nel costante tentativo di riappropriazione del senso del termine design, inflazionato dal numero di progettisti ed aziende creatrici di esigenze-fantasma, mantenendo un approccio etico al progetto, rifiutando la mera cosmesi a vantaggio di una progettazione dalla quale traspaiano caratteri innovativi, che rendano il prodotto degno di esistere.
È da questi presupposti che nasce quindi Something Good, un progetto ideato e promosso dallo stesso Giorgio Biscaro, Zaven (Enrica Cavarzan e Marco Zavagno) e Matteo Zorzenoni, in cui si incanalano sapere e fare orgogliosamente italiano.
In un mondo sempre più digitalizzato, sentiamo ancora il bisogno di utilizzare supporti fisici per salvare e condividere i dati. Il memo pad è sempre presente sulle nostre scrivanie; i suoi fogli sciolti a volte rischiano di perdersi a causa della loro leggerezza.
Baguette è stato concepito per soddisfare questa esigenza: piccolo e brillante, trova piacevolmente il suo posto su ogni tavolo. Trasporta il suo peso metallico, pur fornendo un’altra funzione analogica: quella della misura. Infatti, le tacche lungo la sua lunghezza non sono solo un preciso motivo decorativo, bensì stanno ad indicare l’unità di misura espressa in centimetri.
Flynn è un vaso in cui una matrice tridimensionale, prodotta attraverso la tecnica della stampa 3D, definisce una forma la cui sagoma ricorda un vaso in ceramica che si erge da un piccolo contenitore di vetro viola, una micro architettura prêt-à-porter degna di Kengo Kuma.
Bundled è una gamma di prodotti nati nel 2011 approfondendo l’uso di pannelli di fibre composite naturali. Il materiale utilizzato è una speciale fibra di cotone, normalmente rigida, di solito adoperata per l’isolamento in apparecchi elettronici che, quando bagnata, diventa facilmente pieghevole, comportandosi alla stregua della pelle. Ma, una volta asciugata, si restringe recuperando la sua rigidezza iniziale. Inoltre, poiché la fibra è composta da un’alta percentuale di cotone, il suo ciclo di vita è praticamente infinito.