– Switch to page 2 for english version –
Una palette di colori con rari e divertenti accostamenti è la vita di Tekla Evelina Severin, architetto d’interni che lavora a Stoccolma nel campo multidipliscinare della direzione artistica, scenografia e fotografia.
Dopo una laurea in architettura d’interni e design del mobile alla Konstfack University College di arte, artigianato e design, Tekla combina la professione di architetto d’interni a progetti personali tra arte, installazione e fotografia.
Un accento forte sulla valenza cromatica del suo pensiero si percorre lungo tutte le sue espressioni artistiche e architettoniche avvolte in un’unica sintonia.
Se nelle fotografie diventa modella di set in cui le forme sinuose del suo corpo interrompono le geometrie austere di interni puri ton su ton o dal contrasto evidente, nella progettazione di arredi il design minimale dal carattere espressamente swedish gioca con colori vivaci e pop.
Le textures materiche da lucide a opache sono abbinate sia nelle fotografie che nell’architettura ad uno studio quasi scientifico della composizione di oggetti, figure, colori, geometrie. Una valenza sempre presente nei lavori di Tekla Evelina Severin che fonde i suoi studi multidisciplinari in un’attenta scansione creativa dettata da un’attitudine al controllo e alla perfezione. Fattori questi che conducono l’occhio dell’osservatore in una dimensione estetica intensa e pura guidata dalla prima vera essenza della materia: il colore.
Potresti riassumere la tua vita professionale in poche parole?
Sono un’interior designer che ad oggi lavora al 50% come fotografa e al 50% come architetto d’interni/set designer/stilista/direttore creativo e trend forecaster/colourist.
Che tipo di approccio hai con un nuovo progetto e quali sono i primi passi che ti portano a sviluppare un’idea?
Dipende molto dal progetto ma di solito inizio liberamente con una mappatura/liberi accostamenti per sapere in che modo voglio raggiungere il cuore del prodotto/progetto.
Qual è l’origine del tuo forte interesse nei colori vivaci? Quali sono le influenze della tua espressione stilistica?
La mia ossessione sui colori è legata soprattutto all’attenzione personale nel distinguere e chiarire cose e oggetti. Allo stesso modo in cui si usano i colori per distinguere immediatamente differenti linee della metropolitana, o si usa il giallo o il rosso per i segnali d’avviso. Penso che la ragione possa essere anche psicologica: sono una persona che vuole avere il controllo, per cui ho bisogno di controllare e chiarificare anche ciò che mi circonda.
Non manca la componente fisiologica perché la mia vista è pessima. Per me è molto importante cogliere ogni cosa: la preziosità dell’essere capace di vedere.
Per un architetto d’interni, i colori sono strettamente combinati ai materiali. Che tipo di materiali preferisci sperimentare?Pensi che ci siano dei collegamenti tra le due cose?
Sicuramente le textures e i colori sono un’impressione totale, in ogni caso amo mischiare colori non convenzionali su materiali che noi siamo abituati a vedere in altri colori.
I colori che preferisco dipendono dal progetto, ma le piastrelle di malta colorata sono sempre le mie preferite, così come i compensati colorati a tinta unita, l’azienda kvadrat (maggior parte delle collezioni) ecc.
Come coniughi il lavoro da architetto d’interni e da fotografa?
Amo la possibilità di lavorare e variare con differenti discipline e credo che una arricchisca l’altra. In ogni caso preferisco dire di no a lunghi progetti d’architettura perché non sarei capace di combinarli con tanti altri progetti (di fotografia).
Ti definiresti più un architetto o un fotografo?
Mi definisco di solito come un architetto d’interni che fa fotografia.
Hai anche un profilo Instagram. Come pensi che Instagram cambierà il futuro della fotografia?
È già cambiato, e non solo la fotografia, anche il modo di vivere, sempre con il cellulare nella mano. Per la fotografia penso che instagram sia una buona cosa, anche se gli algoritmi e altre cose sono cambiati ultimamente, ognuno ha ancora la possibilità di esprimersi e di essere recepito in modi totalmente differenti.
Come avviene la tua ricerca sugli interni da fotografare?
Mantenendo gli occhi sempre aperti, con una buona conoscenza del design e dell’architettura maturata fin da quando ho iniziato a lavorare.
Quali sono gli oggetti quotidiani più interessanti che catturano la tua attenzione?
Può essere qualsiasi cosa, nella metropolitana la trasformazione di una luce, o uno stupido angolo in una strada secondaria.
Sei anche coinvolta nella direzione artistica e in progetti di set design. Che tipo di progetti svilupperai in futuro?
Attualmente sono coinvolta in una grande start up sui colori, non potrei essere più eccitata.
Potresti raccontarci di più?
La start up sarà lanciata nel 2019, quindi per ora posso solo dirti che stiamo studiando un modo totalmente differente per usare il colore.