Giulia De Marchi giunge in un Salento arroventato dal sole d’agosto e dai venti e rimane affascinata da quei luoghi affollati di bagnanti che, organizzati di tutto punto, invadono le spiagge, gli scogli e il mare. Come il mare è il racconto di un’estate assolata e ventosa, il ricordo di una vacanza alla ricerca di immagini da archiviare nella memoria.

“I bagnanti arrivano nelle tarde ore della mattina, scegliendo con precisione la costa a seconda se quel giorno tirerà Scirocco o Maestrale, Libeccio o Tramontana. Sono figure colorate che si muovono in contrasto con le acque cristalline e con pareti di roccia altissime. Portano con sé tutto ciò che potrebbe risultare utile nel corso della giornata…”
Ostuni, Santa Maria al Bagno, Castromarina, Porto Cesareo, Otranto sono le soste di un viaggio alla scoperta di una natura che si rivela, lontano dalla vivacità dei bagnanti, selvaggia, antichissima e silenziosa.

”La sera si riuniscono ancora, alle feste patronali per mangiare e per ballare i balli tipici, per poi tornare il giorno dopo ancora al mare, tra gli stessi scogli bianchi.”
Le immagini di Giulia sono tutte illuminate da una luce solare che ricorda la trasparenza dell’ambra, una luce avvolgente che ricopre e cristallizza movimenti, tuffi, giochi, le facciate delle case, le sedie ordinate, i muri e i sassi lasciandoci immaginare suoni di parole, schiamazzi e il rumore del mare.

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